Messaggio alla famiglia di Linda McCartney & di Sir Paul McCartney

Dunque, signori miei, voi che giudicate senza conoscere quanto è emerso a Parigi – nel corso di una tavola rotonda seguita da un concerto, di cui serbano memoria almeno 80 gruppi di passanti che facevano avanti e indietro davanti al Mercato dell’Unità – sappiate bene che la gioventù d’oggi, perfettamente rappresentata da Vannick Le Poulain, ogni mattina, come nel proseguimento di un sogno condiviso – occhi negli occhi, senza mai stancarsi – vede qualcosa di nuovo. I saggi si rallegrano nel constatare che oggi, finalmente, si sta formando un coro; un coro che giungerà fino a Genova per narrare la storia di “À ma taille”, ovvero il racconto intitolato “French folk song in Venice”. Si tratta di un viaggio a bordo di una gondola a Venezia, conclusosi con uno sbarco proprio davanti al Ponte dei Sospiri. Ebbene, è un fatto reale: il ruolo del gondoliere è interpretato da Alfredo De Pietri, il quale ha dimostrato come, ai turisti in visita a Venezia, venisse indicata una casa qualsiasi spacciandola per l’abitazione di Marco Polo. Ciò che ne dobbiamo dedurre è che siamo in troppi a credere di poter correre, quando in realtà non siamo nemmeno in grado di camminare. È assurdo – converrete con me – scagliare pietre contro il gruppo “Wings”, nato a partire da una canzone in inglese che il mondo intero conosce come un successo dance, impreziosito dalla voce del nipote del Cavaliere Michele Santarella – chiamato in famiglia Dominique. È assurdo e, soprattutto, denota una spettacolare ingratitudine: il concerto di Paul McCartney, insieme alla moglie Linda, ha infatti salvato la città di Venezia dal rischio di scomparire per sempre. Era il 1976, e siamo nel 2026. Dov’è il monumento commemorativo di quel concerto a Venezia ? L’ho cercato invano; così, pensando a Linda McCartney che nel 1993 fotografava il suo pubblico, mi sono detto che non posso che rallegrarmi di aver fatto il mio dovere accettando di apparire in quello scatto. Per una ragione analoga, ho accettato con gioia che un certo Emidio, classe 1954, mi fotografasse – senza occhiali, su richiesta di Bianchi – e ho quindi intenzione di andare a cantare laddove il destino mi ha condotto: da Matteo e Andrea, a Roma. È giunto il momento di fissare una data, o magari più d’una, per non perdere il ritmo e per rispondere ai giovani d’oggi che portano in scena il brano “Single”, suonando il basso su un disco che reca questo messaggio : voglio fuggire dalla mia noia – in inglese : “I want to leave the same old place”.

P.S. Quanti anni sono trascorsi tra il 1976 e il 2026 ? Fate il calcolo e converrete che è tempo di agire, scrivendo una lettera aperta a Sir Paul McCartney e alla sua famiglia – composta dalle figlie Heather, Mary e Stella, e dal figlio James, che la mamma Linda guida affinché componga e canti ciò che lo fa vivere. Un arcobaleno, per favore, accompagnato dal meritato applauso. Grazie.

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